Avete mai avuto la sensazione di vivere un’esperienza che di certo rimarrà nella vostra mente e nei vostri ricordi in futuro?

Avete mai avuto la certezza che quello che state vivendo un giorno possa essere ricordato e raccontato a qualcuno con il mix di piacere e soddisfazione che solo i ricordi di un infanzia più o meno lontana sanno dare? Bene, questa è la sensazione che ho e che credo abbiamo vissuto, organizzando e vivendo il blog tour #sanvincenzo14.

E’ poco, o è molto non lo so, ma è una sensazione piacevole, la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono, utile e sano per te, per gli altri, per il paese dove vivi, per tutti insomma.

Siamo partiti lontano, un anno fa alcuni, altri dopo, ma gli ultimi tre giorni hanno ripagato tutti degli sforzi più o meno intensi fatti sino a qui.

Il blogtour nasce da Robi Veltroni ed altri. Robi appena l’ho visto dico la verità mi sembrava uno di quei fuffologi sapientoni, mi sono ricreduto, piano piano, con il tempo, e, senza il minimo aiuto o interesse da parte sua. E’ una persona che o piace o la odi, non credo abbia vie di mezzo. Ma ne sa, eccome.

Il blogtour (per chi non lo sà) è prendere una decina di persone, possibilmente brave e possibilmente blogger e portarle a visitare una località per alcuni giorni. Mettere le prime insieme ad altre persone, possibilmente meno brave e sicuramente meno blogger affinchè visitando la località (nel secondo caso la loro) imparino dai primi ad essere più bravi e più blogger.

Fino a qui, più o meno bravi, più o meno blogger, tutto liscio, la cosa potrebbe funzionare. E’ dopo che nascono i problemi. E’ dopo che nasce la sensazione che dicevo prima e che non è la sola. Perchè l’altra sensazione che provo, è che il blogtour mi ha lasciato una responsabilità. E grande.

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La rocca di san silvestro

La responsaibilità di sapere che il luogo dove vivo in fondo in fondo non è poi male come l’abitudine e “il tutti i giorni” ci fanno pensare. E’ come se improvvisamente l’aver visitato il Parco

Archeominerario a San Silvestro e la sua incredibile Rocca, o aver visto e cenato al podere l’Agave di Barbara (che conosco da vent’anni), aver fatto una cosa normale come andare a Baratti in barca, o aver visto come il frantoio a cento metri da casa mia, di Beatrice (pirata di barche a vela e Massazza per il mondo) produca prodotti unici in maniera unica, aver mangiato il cacciucco (per la prima volta) in un luogo che fa parte di me e della mia vita da altri vent’anni insieme a Gilberto (lui di più, mah!!) come Villa Tramonto, aver ascoltato lo sciamano delle api, tal Mantovani (sciamano perchè le api sciamano) ed essere andati in luoghi, come le tombe etrusche e Populonia, dopo che l’ultima volta avevo i sandali ed il grembiulino nero, ed aver ascoltato Giorgio Manetti in una classe unica come la spiaggia di Rimigliano narrare la storia di San Vincenzo, è come se improvvisamente mi avessero tolto uno straccio dal viso. E’ come se improvvisamente smetti di fumare e riassapori sensazioni e sapori dimenticati, unici, irripetibili. Ma c’è di più. Ancora di più.

Il di più che rende tutta questa storia strampalata veramente unica, è l’aver trascorso tre giorni insieme a persone splendide, conosciute per nome, o sconosciute per nome e per persona, il sapere che sono nate amicizie, che se saranno tali diventeranno sincere e salde come l’amicizia deve essere, ma accomunate dalla responsabilità di dover far provare quelle sensazioni, quei prodotti, quei posti a chi ha ancora quello straccio sugli occhi ce l’ha e non se lo vuole togliere.

 

Alessandro